Sede Vacante 1644


July 20, 1644—September 15, 1644

Letter of the French Ambassador to Cardinal Antonio Barberini

(September 4, 1644)


Vittorio Siri, Consigliere di Stato et Historiografo della Maestà Christianissima,   Del Mercurio, overo Historia de' correnti tempi,  Tomo IV, parte secondi  (Casale: Giorgio del Monte 1655),  p. 665-668:

 

Io rendo humilissime gratie à V. Eminenza delle sicurezze, ch' ella s' è compiaciuta inviarmi per il Padre Priore Rippa della continuatione del suo affetto nel servigio del Re.  Io lo reputo così costante, che 'l romore grande, che hanno fatto corere que sta sera della pratica di Fiorenzola non mi hà punto inquietato ancorche s' ella riuscisse fusse la più gran disgratia, che potesse arrivare alla Francia.  Mà io non ne apprendo alcun male poiche voi ne siete il protettore. Quanto à Pamphilio se V. Em. giudica di poter mantenere il Conclave ancora venti giorni, e ch' io credessi, che ciò le fusse facile col Signor Cardinale suo fratello; spedirei un corriere in tutta diligenza à S. M. che spero sarebbe di ritorno dentro il suddetto tempo per riportarci la sua volonta.  Ma io stimo, che sara a proposito, che con l' istesso mezzo V. Em. scrivi al Signor Cardinale Mazzarini tutte le ragioni, che la possino obligare à far cambiare gli ordini, che noi habbiamo della sua esclusione; e che V. em. gl' invij la copia delle lettere de' Signori suoi fratelli le quali mi pare dovrebbono essere più ample per quello concerne la loro dichiaratione, e protettione, che possono desiderare; ed io vi accopierò i miei ufici per rispetto di V. Em. à conditione però di non innovarsi cosa alcuna fin tanto non habbiamo gli ordini del Re per quello riguarda il detto Pamphilio.  Io attenderò la vostra risposta quanto prima.

 


REPLY OF CARDINAL ANTONIO BARBERINI (September 8, 1644)

Si restringne ogni di più il numero de' soggetti da riuscire Pontefice; onde si cerca di porre in piedi la pratica del Cardinale S. Clemente [Maculani] contro del quale vedo risuegliato alcuno de' Cardinali servitori di S. M. e particolarmente il Cardinale Theodoli per rispetto del Padre [Michele] Mazzarini [OP], il qual Padre hà detto à me alla Rota, esservi l' esclusione di Francia contro quello me n' hà prima detto V. E. e contro quello mi hà parlato il Segretario del Signor Cardinale Mazzarini venuto ultimamente dalla Corte, che mi hà assicurato non esservi a lora commessione, che la ratificatione delle prime nelle quali non si trattava, che di escludere il Cardinale Pamphilio.

Si ricorderà ancora V. E. in confermatione di questo, che havendo io supplicatola à vedere se le speranze, che da me si concepivano vantaggiose per la Francia nell' esaltatione del medesimo Cardinale Pamphilio erano habili à moderare il rigore delle commissioni di S. M. contro la di lui esaltatione; mi hà V.E. mostrato essere impossibile il prendere un tale arbitrio, et mi hà fatta istanza à persistere nell' obligo di servire S. M. in questo affare tanto più, che per parte della medesima Maestà non si facevano altre esclusioni: onde sarebbe molto inconveniente per il servigio della Francia, che potesse credersi diversamente.

Si aggiungne ancore, che da alcun Cardinale mi vien riferto, che qualcheduno de gli altri Signori Cardinali, che sono in questo Conclave ha professato seco, ch' essendo stato pregato da V. E. à secondare l' intentioni del Re in questi tempi, è ancora stata rimessa da lei medesima per le notitie, che occorreranno circa esse al Signor Cardinale Bichi; in che però non hò voluto prestare credito come cosa tanto contraria alla professione fatta da V. E. che queste donessero altri ricercare da me; e che dalla mia persona immediate si donessero spiccare tutte le cose; in che si donesse mirare pe' l servigio Reale mentre io rimostrava quanto mi sarei stimato pregiudicato alle convenienze della mia carica, quando si fusse vista la confidenza della mia persona in qualche parte manchevole.  Queste considerationi quanto possono nell' animo di chi professa honore, V. E. è Cavaliere, che non puo darne giudicio, che non sia l' ottimo; e però le dirò solo, che io non penso, che rappresentare il disservitio grande, che può provenire per la Corona in quello riguarda l' elettione del futuro Pontefice.

Pertanto supplico l' E.V. scrivermi il netto circa l' esclusione de' soggetti, et in forma, ch' io possa convincere quelli, che volessero far credere in contrario:  protestandomi, che se vi è novità alcuna diversa dalle prime commessioni, et assertioni, da questa nascerà ogni pregiuditio; et a tali procedimenti si dovrà ascrivere tutto ciò, che sarà per arrivare in queste congiunture per tutto quello, che possa essere di pregiuditio à gl' interessi ò volonta delle Maestà del Re et della Regina; nè devono i sensi particulari del Padre Mazzarini essere abbracciati contra il ben publico, contra il servitio di S. M. e contra l' honore d' una casa divota alle Maestà loro come la mia, e d' una persona così portata al servitio delle medesime.  E pure il discredito di più creature di quelle della santa memoria d' Urbano VIII> cagiona grandissimo pregiuditio al ben publico;  somma difficulta al servigio della Corona; e difficulta la riputatione della mia casa, e persona quale consiste à non cadere in una eletione per altre, che per volontà libera à concorrervi.

Torno dunque di nuovo à dire à V. E. interpellandola ancora bisognando confermarmi quello, che altre volte mi hà detto, e protestandomi, che dal contrario à quello mi è stato asserito da V. E. prima, ò dall' operationi contrarie all' istesso di tutti, ò parte di questi Eminentissimi Signori Cardinali servitori di S. M. si devrà ascrivere, che provenga tutto ciò, che non sarà conforme alle buone Reali intentioni delle Maestà Christianissime, e non ad alcuno mio mancamento di omissione, ò commissione contra il loro Reale servitio, come di fatto da hora me ne protesto con V. E. e per suo mezzo con le Maestà del Re, e Regina per farlo poi ancora con esse in ogni miglior modo, che mi sarà permesso; alle quali immediatamente dopo l' elettione del futuro Pontefice, che Dio prestamente conceda per beneficio universale della Chiesa, mi porterò per rendere conto delle mie operationi, e di ciò, che hò, et havrò adempito per mia parte intorno alle loro commissioni.  In conformità di quanto sopra scrivo all' E. V. alla quale bacio con tutto l' animo le mani.

Di V. E.

Servitore di cuore,  Il Cardinale Ant. Barberino.

Di Conclave 4. Settembre 1644.

 


 

 

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